BY THE FUR GURU

INTRO

Il benessere degli animali è una priorità assoluta per IFF e per tutto il settore pellicceria. C'è una grande differenza tra benessere degli animali e diritti degli animali. Il benessere degli animali si fonda sull’eliminazione di ogni sofferenza e definisce che la responsabilità di ottenerla spetta agli esseri umani. I diritti degli animali fanno riferimento all’idea che gli animali abbiano diritti completamente indipendenti dall'uomo e che quindi gli esseri umani non abbiano il diritto di utilizzare gli animali come cibo o come indumenti.

Il settore pellicceria rispetta il benessere degli animali sia ovviamente dal punto di vista legislativo in risposta a quanto richiesto dalle autorità governative sia sotto forma volontaria, spesso superando gli standard minimi richiesti dalle normative.

I gruppi ”no fur” non vogliono sentire questo messaggio. Molte campagne non mirano a migliorare il benessere degli animali, ma – fondandosi su basi ideologiche - all'abolizione del commercio di pellicce. La maggior parte dei miti su cui si fonda la comunicazione anti-pelliccia è facilmente sfatabile.

Gli animali da pellicceria in allevamenti sono protetti dalle malattie e dalle condizioni di vita inadeguate. Pensaci. L'allevamento di animali da pelliccia vuole aumentare la qualità del prodotto, cosa che garantisce la cura degli animali. Ci sono molte regole e regolamenti che disciplinano in tutto il mondo sia l’allevamento che la caccia, e questo sito web dà molte informazioni al riguardo.

Trasparenza

Negli ultimi anni il settore è diventato sempre più trasparente. Molti paesi europei hanno progetti di “allevamenti aperti” e invitano il pubblico a visitare le aziende agricole per verificare di persona gli standard di benessere di riferimento. Questo consente di dare una risposta concreta alle dicerie legate alle condizioni in cui vengono allevati gli animali e al modo in cui viene gestita la fattoria in generale.

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BENESSERE DEGLI ANIMALI E DIRITTI DEGLI ANIMALI

Queste due cose possono sembrare simili, ma c'è una grande differenza tra loro. Il benessere degli animali significa che gli animali sono ben curati e hanno accesso ad acqua pulita, cibo nutriente, riparo e cure veterinarie, solo per citare alcuni dei fattori fondamentali. In generale, benessere degli animali significa che l'allevatore, o il proprietario degli animali, deve garantire che gli animali siano accuditi in modo responsabile e in conformità con le più recenti conoscenze scientifiche e le migliori pratiche disponibili. Diritti degli animali significa che gli animali hanno diritti, simili ai diritti conferiti alle persone; significa che gli animali sono esseri indipendenti e che gli uomini non hanno il diritto di utilizzarli in alcun modo.

Questo discorso sembra molto accademico e complesso, ma in termini più semplici significa che le persone non possono usare gli animali per nessun motivo, mai. Il benessere degli animali riconosce invece che l'uso degli animali è accettabile fintanto che non vengano inflitte sofferenze che sarebbero invece evitabili e che viene fatto ogni sforzo per far sì che gli animali siano ben gestiti e in salute.

Le associazioni per i diritti degli animali fanno spesso campagne per porre fine all'uso di animali per la produzione di carne, pelle, lana, latticini, seta, nonché per ricerca medica, guida per persone con disabilità, per sport come le corse di cavalli e, in molti casi, per il loro ingresso in casa come animali domestici.

La maggior parte di noi è d'accordo sul fatto che abbiamo il diritto di fare scelte che influenzano la nostra vita. Nessuno, ad esempio, si sognerebbe di obbligare un vegano a mangiare carne. È una sua scelta e dovrebbe essere rispettata.

Molti attivisti per i diritti degli animali, tuttavia, non riescono a rispettare i diritti degli altri di fare le loro scelte e talvolta richiedono che i governi "vietino" la produzione e il commercio di molti prodotti di origine animale, comprese le pellicce.

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LIBERTA’ DI SCELTA

La libertà di scelta è qualcosa che il settore pellicceria rispetta molto. La pelliccia è un prodotto di lusso e di conseguenza le aziende che lavorano in questo settore storico e altamente specializzato dipendono dal fatto che il pubblico scelga di usarla e indossarla. Apprezziamo il fatto che ci sia libertà di scelta su come viviamo le nostre vite: chi incontriamo, dove andiamo e cosa indossiamo. Ognuno dovrebbe avere la libertà di prendere le proprie decisioni e rifiutiamo le richieste di limitare o vietare alle persone di farlo.

Quando i gruppi anti-fur parlano nei media e online, spesso chiedono un "divieto" sulle pellicce. Che si tratti di commercio, agricoltura o prelievo da selvatico non a rischio di estinzione, gli oppositori del settore chiedono di sanzionare legalmente le attività che hanno a che fare con la pelliccia. Oggi è possibile avere ampia libertà di scelta su molti argomenti…. ma in relazione ad alcune tematiche questo non è possibile. Questa visione del mondo fatta di opposti schieramenti, in cui quando qualcuno vede qualcosa che non gli piace può chiede re immediatamente è simbolo di immaturità, è intolleranza e non è una è una posizione che a nostro avviso debba essere accolta nella società.

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SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SOCIALE

Un prodotto è ecologicamente sostenibile quando il suo impatto ambientale non riduce la possibilità di tutte tutte le persone di vivere bene, ora e in futuro

L'allevamento degli animali da pelliccia risponde a un processo di produzione moderno e altamente efficiente, che ha affinato le sue performance in ambito di sostenibilità utilizzando ad esempio i prodotti di scarto delle industrie alimentari (uova, formaggio, pesce e carne) per nutrire gli animali. I prodotti di scarto degli allevamenti di animai da pelliccia (tra cui sterco, grasso e simili) possono essere utilizzati nella produzione di biocarburanti, cemento e fertilizzanti, rendendo questo tipo di allevamento un processo con minimo impatto ambientale.

Le pelli selvatiche provengono da popolazioni abbondanti e gestite con attenzione in tutto il Nord America e in Russia; ogni anno vengono decise le quote di cattura, in modo da raccogliere solo le pelli in surplus e garantendo l’assenza di impatti negativi sulle popolazioni selvatiche. L’attività dei cacciatori, le loro licenze e i meccanismi di cattura che impiegano sono sotto il diretto controllo dei governi federale, statale, provinciale e territoriale.

Concia e tintura sono processi industriali rigidamente regolamentati, come quelli che avvengono in tutti gli impianti che utilizzano la chimica. Sono i diversi Stati, nei cui territori ci sono gli impianti produttivi, che controllano l’impatto delle lavorazioni sull’ambiente e che verificano che le eventuali emissioni siano conformi agli standard più elevati. Il processo di concia richiede l’impiego di sali (che vengono filtrati dalle emissioni) per conservare e segatura per pulire le pelli. La segatura può essere riutilizzata alla fine del ciclo produttivo per generare energia per i processi meccanici di finissaggio (per esempio lo stiro). I conciatori di pelli da pellicceria sono operatori molto qualificati e sono costantemente alla ricerca di metodi che rendano le loro lavorazioni sempre più sostenibili e certificate da Valutatori indipendenti.

La sostenibilità sociale è più difficile da definire. Il settore pellicceria impiega circa un milione di persone in tutto il mondo; in termini di attività economica direttamente correlata fornisce un enorme contributo – valutabile in decine di miliardi annui in dollari USA – alle entrate fiscali e ai redditi delle comunità rurali. Le imprese attive nel settore sono spesso a conduzione familiare poiché le competenze vengono trasmesse da una generazione all'altra. La pelliccia consente anche a molte comunità indigene (ad esempio i cacciatori Inuit) di portare avanti il loro stile di vita tradizionale e di provvedere al mantenimento delle loro famiglie in una delle zone a clima più rigido della Terra.

Gestire il prodotto in termini di sostenibilità sociale vuol dire avere a che fare con il fatto che le decisioni sulla liceità di alcuni tipi di attività o di organizzazioni non sono prese su basi oggettive. Il settore pellicceria dimostra bene perché merita " “licenza di operare”: l'opposizione che la pelliccia ha affrontato negli ultimi anni prova però che c'è ancora del lavoro da fare, in particolare nella comunicazione pubblica.

Innalzare ulteriormente gli standard di benessere degli animali, rendere i processi di produzione più efficienti, migliorare la qualità dei prodotti e dimostrare ai consumatori e al pubblico in generale la loro sostenibilità ambientale e sociale sono elementi fondamentali per garantire anche in futuro l’operatività del settore.